Queste righe sono scritte pensando ai 3650 giorni trascorsi insieme.

Sono dedicate a noi soci perché le condividiamo davvero. Anche se siamo molto diversi tra noi e a volte litighiamo. Più spesso stiamo molto bene insieme.

Non tengono conto degli algoritmi di Google, ma spero si piazzino nella prima pagina del cuore alla voce “Alinsieme”.

Crediamo ancora nei sogni” di Luis Sepulveda, dal suo libro  “Il potere dei sogni”.

“Mi considero un sognatore, ho pagato un prezzo abbastanza alto per i miei sogni, ma sono così belli, così pieni e intensi, che ogni volta tornerei da capo a pagarlo. Credo che non ci sia sogno più bello di un mondo dove il pilastro fondamentale dell’esistenza è la fratellanza,

 dove i rapporti umani sono basati sulla solidarietà, un mondo in cui siamo tutti d’accordo sulla necessità della giustizia sociale e ci comportiamo di conseguenza. 

I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi, resistenti e si antepongono all’orrore dell’incubo dittatoriale. La difesa di questi sogni è legata alla vecchia querelle fra il bene e il male nel senso più pieno e profondo. Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono e noi con loro. Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano.”

Zygmunt Bauman, in uno dei suoi ultimi saggi cita Karl Marx “ Le persone fanno la loro storia, ma non nelle condizioni da loro scelte”. Per chiarire meglio il concetto, cita di seguito anche la storiella del tizio che in Irlanda ferma un passante e gli chiede la strada per Dublino. “ Caro signore, se dovessi andare a Dublino non partirei da qui.” Scrive Bauman “ Questo è il problema, sfortunatamente , noi stiamo iniziando da qui e non abbiamo nessun altro punto da cui partire.

Appunto. Come noi.

Bauman scrive poi dell’ “Effetto farfalla”, la teoria per la quale, dato il tempo, data la distanza, persino gli eventi più piccoli, minuscoli, irrilevanti, potrebbero svilupparsi in catastrofi enormi: una farfalla che sbatte le ali a Pechino è in grado di cambiare il percorso degli uragani sei mesi più tardi nel Golfo del Messico.

Ricordo che in questa teoria c’è un barlume di speranza ed è molto importante. Non trascuriamo i piccoli movimenti, gli sviluppi minoritari, locali e marginali. Nella nostra storia abbiamo un numero rilevante di donne e uomini coraggiosi che, come farfalle, hanno cambiato la storia in maniera radicale e positiva. L’unico consiglio che posso dare allora, guardiamo le farfalle, sono di vari colori, sono fortunatamente molto numerose. Aiutiamole a sbattere le ali.

Non dimentichiamolo mai. Noi piccole persone coraggiose e testarde.

Dedicato a tutti.

Alessandra Cecconello, vicepresidente di questa bellissima avventura

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