Il deterioramento cognitivo che colpisce la persona con malattia di Alzheimer compromette la sua capacità di esprimersi con il linguaggio. Ciò che il malato vive a livello emotivo, non trova più la possibilità di essere comunicato adeguatamente. Questa difficoltà di espressione genera ansia nella persona con demenza, inducendola a comportamenti privi di senso, talvolta imprevedibili, che fatichiamo a decifrare e a comprendere.

L’arteterapia è una tecnica terapeutica che utilizza il linguaggio espressivo dell’arte e si serve dei materiali artistici per comunicare all’esterno ciò che il soggetto vive nel proprio mondo interiore. Grazie al linguaggio simbolico dell’arte è possibile incanalare ed organizzare le emozioni, i conflitti o i ricordi dando loro forma in un’opera visiva e concreta. In questo modo, crea “un ponte” tra il verbale e il non verbale.

L’arteterapia per chi soffre di decadimento cognitivo può aiutare a raggiungere alcuni obiettivi importanti:

  • stimola e sostiene la memoria, le capacità cognitive e motorie, grazie all’uso costante dei materiali artistici e alla possibilità di trasformare in lavori “visibili” le immagini presenti nell a sua mente
  • migliora il suo stato emotivo e affettivo  , riducendo i sintomi di depressione o di ansia perché offre la possibilità di produrre “un’opera” e quindi raggiungere un risultato concreto e finito
  • coinvolge e stimola la parte ancora attiva del Sé attraverso la creatività;
  • migliora i suoi livelli d’autonomia grazie alla riattivazione delle funzioni mentali residue.

Il laboratorio che propongo sarà un’occasione per sperimentare in prima persona che l’utilizzo dei materiali artistici può produrre sensazioni di benessere e rilassamento.  L’atto creativo in sè, cioè il dare vita a qualcosa attraverso le proprie mani,  è un’esperienza gratificante, capace di renderci più positivi e di far  riaffiorar alla mente  ricordi, immagini, bisogni e sensazioni personali.

Giovanna Dal Ponte, pedagogista e arteterapeuta

Per approfondire: ” Regolazione delle emozioni e arti-terapie”   –  1998   Ricci Bitti P.,