Come posso aiutare mia madre che ora quasi non riconosco più, che un tempo era autonoma ed ora dipende quasi completamente dagli altri? Va bene il modo in cui la aiuto a scendere dal letto, a lavarsi, a vestirsi? Come posso accompagnarla al bagno o a passeggiare?”

Sono domande che rivelano  il valore affettivo della relazione con il proprio caro, la preoccupazione rispetto all’adeguatezza della cura offerta. Solitamente  queste domande, rivolte ad un fisioterapista, tendono a trovare risposta immediata in un suggerimento concreto, nella dimostrazione di una manovra di spostamento o di accompagnamento.

Nella mia pratica di fisioterapia però, mi rendo sempre più conto del limite di tali consigli. Questi sono insufficienti se non sono accompagnati da un coinvolgimento diretto, in prima persona,  nell’esperienza di interazione con l’altro.

Il laboratorio che propongo pone a tema l’accompagnare l’altro nell’esplorazione di un oggetto d’interesse.  Sarà  un’occasione per sperimentarsi in modo giocoso, ponendosi nei panni dell’esploratore e dell’ accompagnatore.

Cercheremo di orientarci a percepire l’ andatura, il ritmo, le intenzioni, le esitazioni, l’atmosfera emotiva, nella ricerca di un andare assieme coinvolto e sensibile.

 

Bibliografia : Sentire l’altro. Conoscere e praticare l’empatia” di Laura Boella

Marta Zocca, fisioterapista