E ad un tratto il ricordo m’è apparso. Quel sapore era quello del pezzetto di maddalena che la domenica mattina a Combray (giacché quel giorno non uscivo prima della messa), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio […]

Ma quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come delle anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla sua stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo” – Marcel Proust “Alla ricerca del tempo perduto

Partiamo da qui.

Cerchiamo quel sapore speciale che abita nella nostra anima ed e’ capace di riaccendere in un attimo sensazioni, ricordi, immagini vivide che appartengono solo a noi. Di sicuro c’e’ anche un profumo insieme….oppure e’ una fragranza comune, come il basilico sugli spaghetti ancora caldi. Quelli delle nostre estati da bambini.

Tutti i nostri sensi, ma soprattutto quelli più primitivi, hanno un enorme potere evocativo. Sono cioè in grado di saltare tutti i passaggi della mente e andare dritti al cuore del nostro cervello più antico e risvegliare i ricordi del nostro passato.

Per curiosare in questo mondo…”La memoria del gusto” di Laura Bolgeri – Cinquesensi editore – Aprile 2015