Il gioco richiede autocontrollo e una presenza troppo costante e assillante degli adulti spinge i bambini a rinunciare ad esercitare il proprio.

Parco giochi, ore 16.00, un gruppetto di bambini sta giocando sullo scivolo. Seguono un ordine preciso, si danno il turno, scendono piano. Poi tutto prende una piega diversa: iniziano a correre più velocemente, gridano, si sorpassano sulla scaletta, si spingono, scendono uno dietro l’altro, franano gli uni sugli altri, fino a che scoppia il dramma. Qualcuno si è sbucciato il ginocchio perché spinto, oppure due si strattonano e gridano sulla scaletta perché vogliono passare per primi…

Come andrà a finire? Quasi sicuramente arriveranno uno o più genitori ben intenzionati che interverranno per evitare altri pericoli, per fare giustizia, per dividere i litiganti…iniziano capricci e piagnistei.

Nel gioco libero, i bambini sperimentano alcune competenze essenziali per il loro sviluppo. Prendono confidenza con le proprie risorse fisiche, intellettuali e sociali. Sperimentano anche competenze emotive.Nel gioco, i bambini imparano anche come regolare la loro paura e la loro rabbia e quindi imparano come mantenere il controllo delle proprie emozioni in situazioni reali potenzialmente difficili o pericolose.Tutte queste abilità possono svilupparsi nel gioco,  purchè libero, cioè senza adulti che dirigono o supervisionano da vicino.  Quando gli adulti sono attorno ai bambini per “proteggerli” dal pericolo e risolvere i loro conflitti, li privano dalla possibilità di imparare a proteggersi da soli, a risolvere da soli i propri conflitti e a regolare le proprie emozioni.

Senza gioco, le vie neuronali che vanno alla corteccia frontale del cervello, aree note per essere fondamentali nella regolazione degli impulsi e delle emozioni, non si sviluppano adeguatamente. In alcuni esperimenti con cuccioli di scimmia e di roditori, animali che vivono in società , si è visto che  nel gioco avvengono quelle interazioni indispensabili tra i piccoli che facilitano il normale sviluppo emotivo e relazionale richiesto poi nella vita adulta.

Nella nostra società, stiamo progressivamente privando i nostri figli di opportunità per poter sperimentare il gioco libero. Per diverse ragioni, tutte molto valide: per la loro scolarizzazione, meglio se a tempo pieno, o per proteggerli dai pericoli. E se pensate che sia crudele privare del gioco per scopi scientifici i piccoli di scimmia o di roditore per verificarne l’effetto, provate a pensare per un minuto cosa stiamo facendo ai nostri figli….e siamo anche convinti di farlo proprio per il loro bene..!!

Di questo e molto altro parleremo giovedì 27 novembre ore 20.30 all’incontro “Tu non giochi più!” , secondo incontro del percorso Genitori In_Formazione
Vieni e partecipa anche tu!

Casa Materna di Longara, via Riviera Berica 691, ingresso via Cipro 16, Vicenza

Per ulteriori approfondimenti potrebbe interessarti il blog:  Freedom to learn

 

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