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Nel terzo trimestre di gravidanza, ludito del feto è abbastanza sviluppato da riconoscere i suoni.

La mamma e il papà che leggono una storia al loro bambino non ancora nato possono essere certi che egli sente e capisce la qualità della voce e il ritmo del linguaggio. E’ quasi una magia, certo è un tenerissimo abbraccio carico di amore per lui o lei quando ancora non possiamo stringerli tra le braccia per farglielo “sentire”.

Leggere una filastrocca, cantare una ninna nanna, leggere una fiaba, aiuta il bambino a familiarizzare con i suoni che formano le parole e con il loro significato. Egli impara a riconoscere la musica particolare che creiamo in modo naturale quando colleghiamo le frasi. Questo fraseggio, la parola esatta è prosodia, costituisce una musica unica che è caratteristica di ogni lingua. Addirittura, è stato dimostrato da Eino Partanen, neuropsicologo e ricercatore presso l’università di Helsinki, che , dopo la nascita, i bambini possono riconoscere parole che erano state presentate loro prima dalla nascita. Analogamente, far ascoltare e praticare musica ai bambini, anche piccoli, accelera la maturazione della parte di corteccia cerebrale che elabora i suoni.

Certo, i bambini possono imparare tutto questo anche nei primi anni di vita, quando interagiscono con il gioco e le prime parole nella loro famiglia o frequentando il nido e la scuola materna. Ma ascoltare una storia che qualcuno sta leggendo per noi non è la stessa cosa. Suscita una particolare attenzione a quello che viene narrato e, non meno importante, crea un legame speciale tra il bambino e il lettore, una vera relazione che arricchisce l’esperienza.

Tutto questo è spiegato e dimostrato da Antonio Damasio, medico e neuropsicologo di fama internazionale nel suo discorso di presentazione al premio Nonino 2016 che quest’anno è stato assegnato anche a Nati per Leggere. A conclusione del suo discorso, egli ha affermato che:

In un tempo in cui così tanti bambini piccoli sono lasciati da soli ad apprendere circa il mondo e circa il loro stessi essere umani da schermi elettronici impersonali, è bello sapere che persone in carne ed ossa possono leggere ai bambini e che i bambini possono beneficiare moltissimo da un programma finalizzato ad arricchirli individualmente e socialmente.”

Ben consapevoli delle possibilità di sviluppo personale e sociale di queste iniziative, quest’ anno abbiamo promosso due laboratori espressivo musicali per i bambini del nido. Il primo è stato realizzato in queste settimane presso il nido integrato della Casa Materna di Longara come progetto pilota

Il secondo è stato accolto dall’asilo  Nido e Scuola dell’Infanzia “O. Matteazzi” di Grumolo delle Abbadesse. Entrambi sono stati progettati da Giorgio de Battisitini, musicoterapista.

Per approfondimenti visita i link:

Nati per Leggere

Nati per la musica

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